
Digital Marketing + Formazione + Carriera
Cosa bisogna studiare per lavorare nel digital marketing? Il mio percorso
Una delle domande che ricevo più spesso è: “Che cosa bisogna studiare per fare questo lavoro?”.
La risposta breve è: non esiste un unico percorso. Non serve necessariamente seguire esattamente la mia strada, né iscriversi a uno specifico corso per poter lavorare nel digital marketing. Esistono moltissimi percorsi validi: università, corsi professionalizzanti, certificazioni, esperienze pratiche, progetti personali e strade costruite completamente sul campo.
Racconto il mio percorso non per presentarlo come quello giusto per tutti, ma perché magari può essere utile a una persona che sta cercando di capire da dove iniziare.
Il mio percorso di studi
Ho frequentato la laurea triennale in Economia Aziendale e la laurea magistrale in Marketing e Comunicazione, entrambe all’Università di Verona.
La triennale mi ha dato una base utile per capire come funziona un’azienda: bilancio, organizzazione, gestione, mercato, clienti e processi decisionali. Non sono argomenti che si applicano sempre in modo diretto a un post Instagram o a una campagna pubblicitaria, ma aiutano a vedere il marketing dentro un contesto più ampio.
La magistrale mi ha permesso di approfondire maggiormente il marketing, la comunicazione, il comportamento del consumatore, la strategia e il rapporto tra brand e mercato.
Quello che ho studiato mi è servito, soprattutto per costruire una base teorica e un metodo di ragionamento. Ma non è stato sufficiente, da solo, per imparare a gestire davvero i clienti, creare contenuti, usare le piattaforme o risolvere i problemi che si presentano ogni giorno.
L’università aiuta, ma non insegna tutto
L’università può dare metodo, strumenti concettuali e una preparazione ampia. Può essere particolarmente utile se si vuole lavorare in aziende strutturate, agenzie, reparti marketing o ruoli che richiedono un percorso di selezione più formale.
Una laurea magistrale può inoltre aiutare nel percorso di carriera, soprattutto quando si punta a ruoli manageriali o a contesti in cui il titolo di studio viene considerato tra i requisiti.
Ma il digital marketing cambia troppo velocemente perché il percorso universitario possa essere l’unica fonte di aggiornamento. Gli strumenti, le piattaforme e i comportamenti delle persone cambiano continuamente. Quello che si studia oggi può diventare parzialmente superato nel giro di pochi anni.
L’università, quindi, può essere una base molto valida. Non dovrebbe però essere considerata il punto di arrivo.
I corsi che ho frequentato
Dopo l’università ho continuato a formarmi attraverso corsi e certificazioni più specifici.
Tra quelli che ho seguito ci sono:
- Klaviyo Specialist, con approfondimenti su account setup, profili, segmentazione, automazioni e marketing per e-commerce: quello che ho imparato è raccolto nella guida su come impostare Klaviyo correttamente.
- Marketing Automation 360 | Powering Growth, dedicato all’automazione marketing e all’email marketing.
- Basics in Applications of Neuromarketing, di Cambridge International Qualifications.
- Digital Strategy, presso Ninja Business School.
- UX/UI Design, con Boolean.
- Web Development Fundamentals Camp, con approfondimenti su CSS, servizi web e sviluppo.
- Elements of AI, dell’Università di Helsinki e Reaktor.
- Fondamenti di Marketing Digitale, Google Digital Academy.
- Piano Editoriale per i Social Network, Marketing Espresso Academy.
- Instagram Strategy, Marketing Espresso Academy.
Non li elenco per dire che siano gli unici corsi validi o necessariamente i migliori. Sarebbe una conclusione ingiusta e anche poco utile. Esistono moltissime alternative valide, alcune probabilmente più approfondite o più adatte a esigenze specifiche.
Li elenco perché rappresentano quello che ho studiato io e mostrano una cosa importante: nel digital marketing raramente basta una sola competenza.


Non devi sapere fare tutto
Il digital marketing comprende moltissime aree diverse:
- strategia;
- social media marketing;
- copywriting;
- SEO;
- advertising;
- email marketing;
- automazioni;
- analytics;
- e-commerce;
- UX/UI;
- sviluppo web;
- branding;
- produzione di contenuti;
- gestione dei clienti.
È impossibile diventare specialisti di tutto allo stesso livello. Il percorso più sensato è costruire una base generale e poi scegliere alcune aree in cui diventare più forti.
Nel mio caso, il percorso si è sviluppato tra strategia, contenuti, social media, siti web, branding, email marketing e automazioni. Altre persone possono scegliere SEO tecnica, advertising, analytics, UX o e-commerce e costruire una carriera altrettanto valida.
La cosa importante è non confondere l’ampiezza delle competenze con l’obbligo di saper fare tutto.
L’esperienza vale più del corso
Questa è probabilmente la parte più importante dell’articolo: nel digital marketing l’esperienza pratica, a un certo punto, vale più di qualsiasi certificato.
Un corso può spiegarti come funziona una campagna, un funnel o una piattaforma. Ma non può insegnarti completamente cosa fare quando:
- il cliente cambia idea tre volte;
- il budget è limitato;
- i risultati non arrivano;
- il contenuto è corretto ma non funziona;
- una piattaforma modifica le sue regole;
- devi gestire contemporaneamente strategia, creatività e relazione con il cliente.
Queste cose si imparano lavorando. L’esperienza aiuta a sviluppare giudizio, velocità, capacità di adattamento e sensibilità. E soprattutto insegna a collegare le attività ai risultati, invece di limitarsi a eseguire compiti.
Per questo un portfolio con progetti concreti può essere più convincente di un elenco molto lungo di attestati: ho spiegato come creare un portfolio marketing e cosa deve contenere. Non perché la formazione non conti, ma perché il portfolio mostra cosa sai effettivamente fare.
La creatività non si studia soltanto
Nel marketing esistono competenze tecniche che si possono imparare con metodo. Si possono studiare le piattaforme, le metriche, le strutture delle campagne, le basi della SEO e gli strumenti di automazione.
Ma c’è una parte che si sviluppa soprattutto facendo: la creatività.
Essere creativi non significa soltanto avere idee originali. Significa trovare un punto di vista, capire come attirare l’attenzione, trasformare un problema in un messaggio, collegare un contenuto alle persone giuste.
La creatività cresce osservando, provando, sbagliando, analizzando ciò che funziona e imparando a riconoscere le opportunità. Lo studio può fornire strumenti, l’esperienza insegna come usarli.
Il percorso che consiglierei a chi parte
Se dovessi ricominciare da zero, non direi a tutti di iscriversi necessariamente a una laurea o a un corso specifico. Suggerirei un percorso composto da più elementi:
- Studiare le basi, attraverso università, libri, corsi o risorse affidabili.
- Scegliere una prima area, senza cercare di imparare tutto contemporaneamente.
- Usare davvero gli strumenti, anche con progetti personali.
- Costruire un portfolio, documentando problemi, lavoro svolto e risultati.
- Fare esperienza con clienti o progetti reali, anche piccoli.
- Continuare ad aggiornarsi, perché il settore non resta fermo.
- Imparare a leggere i dati, non solo a creare contenuti belli.
Non serve aspettare di sentirsi pronti. Spesso si diventa pronti proprio iniziando a fare.
La formazione non finisce con il primo lavoro
Nel digital marketing non si smette mai davvero di studiare. Non necessariamente attraverso nuovi titoli o corsi costosi, ma leggendo documentazione, seguendo gli aggiornamenti delle piattaforme, osservando i cambiamenti e mettendo alla prova nuove idee.
L’aggiornamento continuo non è un elemento decorativo del lavoro, è parte del lavoro.
Chi smette di imparare può continuare a ripetere ciò che funzionava ieri, ma rischia di non capire più cosa sta succedendo oggi.
Non esiste una strada obbligatoria
Se hai una laurea in marketing o comunicazione, hai una buona base. Se hai studiato economia, design, informatica, lettere o un altro ambito, non significa che tu sia escluso. Puoi arrivare a questo lavoro attraverso percorsi diversi. Puoi costruire competenze con corsi, certificazioni, stage, esperienze personali, collaborazioni o attività freelance, con differenze concrete che ho descritto parlando di come si scegli tra agenzia e freelance. Puoi iniziare da un’area precisa e allargarti nel tempo.
Il mio percorso è solo uno dei tanti possibili. Non è una regola e non deve diventare un modello obbligatorio.
La cosa che consiglierei davvero a chi vuole intraprendere questa strada è di studiare, fare pratica e restare curioso. La formazione apre la porta, l’esperienza ti insegna a restare dentro.
Domande Frequenti
No, non necessariamente. Una laurea può aiutare soprattutto in aziende strutturate, agenzie e percorsi di carriera più formali, ma non è l’unica strada possibile. Esperienza, competenze pratiche e portfolio possono avere un peso decisivo.
Marketing, comunicazione ed economia sono percorsi coerenti, ma non sono gli unici. Anche chi proviene da design, informatica, lettere o altri ambiti può costruire competenze utili attraverso formazione specifica ed esperienza pratica.
Servono entrambe, ma con funzioni diverse. Un corso aiuta a costruire basi e metodo; l’esperienza insegna a lavorare su problemi reali, gestire clienti e misurare i risultati. Se possibile, è utile affiancare subito lo studio a progetti pratici.
Dipende dal ruolo, ma le aree più importanti includono strategia, contenuti, copywriting, social, SEO, advertising, analytics, e-commerce, automazioni e capacità di leggere i dati.

